Conoscere la propria fertilità… ora si può!

Il fenomeno della posticipazione delle nascite è in atto nel nostro Paese dalla metà degli anni ’70 e l’età media delle donne alla nascita dei figli è aumentata nell’ultimo decennio di quasi due anni raggiungendo i 32,4 anni. Questo dato, associato al bassissimo numero di figli per donna (1.34) lascia ipotizzare che sia proprio l’esperienza del primo figlio ad essere così posticipata. (ISTAT, 2017).

La fertilità femminile inizia un fisiologico e graduale declino intorno ai 32 anni che diventa rapido dopo i 37 anni e, nella ricerca di gravidanza in età sempre più avanzata, questo può rappresentare un ostacolo al concepimento.

I dati 2016 del Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita vanno nella stessa direzione e indicano l’età media delle donne che si sottopongono a tecniche di fecondazione assistita di 36.8 anni. Gli stessi dati confermano l’aumento progressivo delle donne con più di 40 anni che accedono a tecniche di PMA, passate dal 20.7 % nel 2005 al 35.2% nel 2016.

Conoscere a che punto è la propria fertilità può rappresentare un dato prezioso sia per le giovani donne che pianificano la propria maternità, perché permette loro di stimare quanto potrà durare ancora la propria capacità riproduttiva, sia per le donne più mature, perché in grado di prevedere quanto prossima sarà la menopausa.

Oggi è possibile conoscere la propria riserva ovarica, e quindi la capacità di concepimento, rivolgendosi a centri di Medicina della Riproduzione Umana, i cui specialisti saranno in grado di definire i test più idonei allo studio della fertilità.
Questi semplici esami sono particolarmente raccomandati alle donne che presentano un fattore di rischio per il quale la capacità di concepimento potrebbe diminuire rapidamente, come per esempio:

– presenza in famiglia di donne con menopausa precoce
– pregressa chirurgia ovarica
– donne che devono eseguire o sono state sottoposte a terapia antitumorale (chemioterapia, radioterapia..)
– donne affette da malattie reumatiche

Gli specialisti in Medicina della Riproduzione, qualora lo studio mostri una riduzione del potenziale riproduttivo, sono in grado di indirizzare le donne in percorsi rapidi e prioritari per ottimizzare la probabilità di concepimento o preservare la fertilità per la futura scelta di maternità.


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