Ecodoppler carotideo: l’importanza della prevenzione

HAI MAI FATTO UN ECODOPPLER DEI VASI DEL COLLO?
Il cervello rappresenta “l’organo nobile” per eccellenza.
È l’organo che ci permette di avere coscienza di noi e del nostro ambiente. È lui che ci dà le capacità di conoscere, di apprendere, di muoverci, amare, valutare la nostra sensibilità (caldo, freddo, dolore, piacere…), di relazionarci con gli altri e di avere emozioni. In parole povere è l’organo più importante del nostro corpo.
Per tale motivo le arterie, una fitta rete di vasi di vario diametro che apportano le sostanze nutritive e l’ossigeno con il sangue agli organi, sono molto importanti: parliamo di vasi che decorrono ai lati del collo: sono le carotidi e le vertebrali.

Nella nostra società del benessere, una delle malattie più gravi che colpisce l’uomo è l’ictus cerebrale. L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale, e la terza nei paesi industrializzati. Si tratta della brusca interruzione del flusso sanguigno di un ramo delle arterie del cervello, e ciò comporta la “morte cellulare” (necrosi) di una zona del cervello, più o meno ampia, a seconda della grandezza del ramo ostruito.

PERCHÉ SI CHIUDE UNA ARTERIA?
Accade che in queste arterie si deposita in alcuni punti una sostanza che si chiama colesterolo. Questo deposito provoca una alterazione della parete dell’arteria, per cui si ha una infiammazione ed una proliferazione di cellule della parete stessa che porta alla formazione delle cosiddette placche.
Queste placche sono protuberanze all’interno dei vasi arteriosi che determinano un restringimento dei vasi stessi, con conseguente diminuzione dell’apporto delle sostanze nutritive e dell’ossigeno. Si parla allora di ischemia cerebrale, che vuol dire ridotto apporto di sangue in una zona del cervello. Se l’apporto di sangue e quindi di ossigeno si interrompe del tutto, si parla di ictus cerebrale ischemico.[/vc_column_text][vc_single_image image=”2206″ img_size=”large”][vc_column_text]LA PAROLA CHIAVE È PREVENZIONE!
Chi non ha mai sentito dire “meglio prevenire che curare”?

È assolutamente vero! Vediamo perché…
Uno degli esami diagnostici che può evidenziare se le arterie del collo si stanno ostruendo è l’ecocolordoppler dei vasi del collo (detti anche tronchi sopraortici o TSA). Si tratta di un esame ecografico che permette, tramite l’emissione di “ultrasuoni”, di visualizzare, con una sonda posizionata sulla superficie della cute, i vasi arteriosi che conducono il sangue al cervello. Il medico può visionare le pareti dei vasi sanguigni, misurare il loro spessore, la velocità del sangue che scorre in quel punto, vedere se ci sono restringimenti (detti “stenosi”) dovuti a placche; può valutare inoltre la forma di queste placche; se sono giovani o di vecchia data; se la superficie è regolare o irregolare; e soprattutto valutare la percentuale di restringimento (o stenosi) di una arteria. Se una arteria carotide, ad esempio, è chiusa al 70%, vuol dire che tramite essa affluisce all’emisfero cerebrale corrispondente solo il 30 % del sangue che dovrebbe affluire (quindi solo il 30% di nutrimento e ossigeno). Si tratta quindi di un esame preventivo dell’ictus cerebrale!

IN BASE ALL’ESITO DELL’ECOCOLORDOPPLER POSSIAMO PRENDERE DEI PROVVEDIMENTI IMPORTANTI PER LA NOSTRA SALUTE
1° caso va tutto bene: vuol dire che non ci sono problemi di circolazione arteriosa.
2° caso presenza di alcune placche di piccole dimensioni: bisogna quindi fare esami di laboratorio, che il medico consiglierà (colesterolo HDL e LDL, trigliceridi, glicemia …). Bisognerà seguire una dieta povera di grassi animali e valutare se vi sono altri fattori di rischio.
3° caso grosse placche con restringimenti inferiori al 70%: fare esami di laboratorio, dieta povera di grassi animali, combattere i fattori di rischio (ipertensione, diabete, obesità, fumo), iniziare una cura specifica (farmaci
antiaggreganti piastrinici; farmaci per ridurre il livello di colesterolo nel sangue; ecc…), che il medico consiglierà,
Regolari ulteriori controlli nel tempo.
4° caso grosse placche che riducono il flusso di una carotide interna del 70% e oltre: fare valutazione in tempi brevi presso un chirurgo vascolare per programmare un intervento di disostruzione per evitare un possibile ictus cerebrale ischemico. Poi controlli ecocolordoppler seriati dopo intervento ad 1 mese, a 3 mesi, poi a 6 mesi etc.

QUANDO FARE UN ESAME ECO-DOPPLER DEI VASI DEL COLLO?
Un primo esame eco-doppler dei vasi del collo anche se si è in piena forma e senza fattori di rischio cardiovascolari andrebbe fatto a 40 anni circa. Se abbiamo uno o più fattori di rischio (per valori elevati di colesterolo e/o di trigliceridi; ipertensione arteriosa; diabete; obesità; fumo di sigaretta; malattie cardiovascolari già note) tale esame andrebbe anticipato a 35 anni.

È bene ricordare che l’Ecocolordoppler è un esame operatore dipendente. Ciò significa che l’attendibilità dell’esame dipende dall’abilità dell’operatore e anche dalla sua esperienza. Per essere un buon eco-dopplerista bisogna aver fatto tantissimi esami.
Ricordiamo che l’Ecocolordoppler non è un esame invasivo, cioè non necessita di effettuare iniezioni o tagli. È un esame indolore, ma soprattutto innocuo: si applica sulla pelle un gel anallergico che dà una sensazione di fresco, e niente altro!

Scegliete quindi sempre la prevenzione e ricordatevi di affidarvi a personale qualificato e con esperienza!

Dott. Pierluigi Giacomoni – Specialista in Medicina Interna

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